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Liturgia Sett. 10 Giorno 61

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Liturgia Sett. 10 Giorno 61

La prima obbedienza si impara in casa. Da bambini si obbedisce al padre, poi si scopre chi è il vero Padre, di cui quello terreno ci rimanda la nostalgia. Il padre, infatti, ha la forza di mettere obiettivi alti da raggiungere, osserva il figlio, lo conosce e per questo stabilisce le regole..

Vincenzo Paglia

Liturgia del Giorno

Martedì della II settimana di Quaresima
S. Teresa Eustochio Verzeri, fondatrice (1801-1852),  B. Innocenzo da Berzo, sac. O.F.M. Cap. (1844-1890)

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Prima Lettura

Libro di Isaia 1,10.16-20.

Udite la parola del Signore, voi capi di Sòdoma; ascoltate la dottrina del nostro Dio, popolo di Gomorra! Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova". "Su, venite e discutiamo" dice il Signore. "Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato".

Salmi

Salmi 50(49),8-9.16bc-17.21.23.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. Non prenderò giovenchi dalla tua casa, né capri dai tuoi recinti. Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che detesti la disciplina e le mie parole te le getti alle spalle? Hai fatto questo e dovrei tacere? forse credevi ch'io fossi come te! Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati". Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora, a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 23,1-12.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbì''dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì'', perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestri", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.

Commento alle letture

La vita comunitaria: “Voi siete tutti fratelli”    

    In qualunque circostanza i fratelli devono comportarsi con amore e gioia gli uni verso gli altri. Chi lavora parlerà così di chi prega: “Possiedo anchÂ’io il tesoro che ha mio fratello, perché è in comune fra noi”. Da parte sua, chi prega dirà di chi legge: “Il bene che egli trae dalla lettura arricchisce anche me”. E chi lavora dirà ancora: “EÂ’ per la comunità che compio questo servizio”.    Le molte membra del corpo non formano che un unico corpo e si sostengono vicendevolmente svolgendo ciascuna il suo compito. LÂ’occhio vede per tutto il corpo; la mano lavora per le altre membra; il piede che cammina porta tutte; un membro soffre quando un altro soffre. Così devono comportarsi i fratelli, gli uni verso gli altri (cfr Rm 12,4-5). Chi prega non giudicherà chi lavora perché non prega. Chi lavora non giudicherà chi pregaÂ… Chi serve non giudicherà gli altri. Al contrario, ognuno, qualunque cosa faccia, agirà per la gloria di Dio (cfr 1Cor 10,31; 2Cor 4,15)Â…    Così, grande concordia e serena armonia formeranno “il vincolo della pace” (Ef 4,3), che li unirà fra loro e li farà vivere con trasparenza e semplicità sotto lo sguardo benevolo di Dio. Certo lÂ’essenziale è perseverare nella preghiera. DÂ’altronde è richiesta una sola cosa: ognuno deve possedere nel suo cuore il tesoro della presenza viva e spirituale del Signore. Che lavori, o preghi o legga, ognuno deve poter dire di possedere il bene imperituro che è lo Spirito Santo.    

Attribuita a San Macario l'Egiziano (? - 390), monaco     - Terza omelia, 1-3 ; PG 34, 467-470    

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