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Liturgia Sett. 50 Giorno 343

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Liturgia Sett. 50 Giorno 343

Se accetto il fatto di essere solo la mia vita diventa feconda per gli altri. Forse non ho molti incontri con le altre persone, ma ho la mia aura. E non importa se io incontri molte o poche persone, mi lascio dietro la mia aura personale..

Anselm Grün

Liturgia del Giorno

Mercoledì della II settimana di Avvento
B. Marcantonio Durando, sac. e fondatore (1801-1880),  B. Anton Durcovici, vescovo in Moldovia, martire (1888-1951)

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Prima Lettura

Libro di Isaia 40,25-31.

"A chi potreste paragonarmi quasi che io gli sia pari?" dice il Santo. Levate in alto i vostri occhi e guardate: chi ha creato quegli astri? Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito e li chiama tutti per nome; per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza non ne manca alcuno. Perché dici, Giacobbe, e tu, Israele, ripeti: "La mia sorte è nascosta al Signore e il mio diritto è trascurato dal mio Dio?". Non lo sai forse? Non lo hai udito? Dio eterno è il Signore, creatore di tutta la terra. Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile. Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato. Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono; ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi.

Salmi

Salmi 103(102),1-2.3-4.8.10.

Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia.Buono e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore.Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,28-30.

In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

Commento alle letture

“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi”    

    Percorriamo la strada di questa vita ignorando le buone azioni e nellÂ’incertezza della prova che è la morte. Il nostro viaggio nel mondo ci aveva messo sulle spalle un grosso peso di negligenza del peccatoÂ… Spesso, in oriente, abbiamo intravisto una sorgente dÂ’acqua viva che non speravamo. Mentre in fretta andavamo verso di essa, la voce di Dio si è fatta sentire in noi col grido: “O voi tutti assetati venite all'acqua” (Is 55,1). Vedendoci arrivare carichi di pesi, ha continuato: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi”. E quando abbiamo sentito questa voce piena di bontà abbiamo lasciato per terra i bagagli. Spinti dalla sete, ci siamo prostrati a terra per bere avidamente alla sorgente; abbiamo bevuto a lungo e ci siamo rialzati tutti ristorati.    Dopo esserci rimessi in piedi, siamo rimasti lì, stupiti, stracolmi di gioia. Guardavamo il giogo che avevamo portato a fatica nel cammino e i bagagli che ci avevano oppresso fino a morirne, di cui eravamo ignari. Assorbiti da queste considerazioni, di nuovo abbiamo sentito la voce che usciva dalla sorgente che ci aveva reso la vita: “Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. A queste parole ci siamo detti lÂ’un lÂ’altro: “Non torniamo indietro dopo aver trovato la vita grazie a tale sorgenteÂ… Non riprendiamo il bagaglio dei nostri peccati che abbiamo gettato lontano da noi andando alla fonte battesimaleÂ… Abbiamo ricevuto ormai la sapienza di DioÂ… Siamo stati invitati a riposare dalla voce del Signore”.      

La Regola del Maestro, scritto monastico del 6° secolo     - Invitatorio, SC 105    

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