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Liturgia Sett. 47 Giorno 321

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Liturgia Sett. 47 Giorno 321

Il male è entrato nel mondo quando Dio ha voluto creare esseri di straordinaria grandezza, perché intelligenti e liberi..

Gabriele Amorth

Liturgia del Giorno

Martedì della XXXIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
B. Grimoaldo Santamaria, religioso passionista (1883-1902),  S. Odon (Oddone) di Cluny (F), abate (ca. 880-942)

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Prima Lettura

Apocalisse 3,1-6.14-22.

Io, Giovanni, udii il Signore che mi diceva: «All'angelo della Chiesa di Sardi scrivi: Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle: Conosco le tue opere; ti si crede vivo e invece sei morto. Svegliati e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai accolto la parola, osservala e ravvediti, perché se non sarai vigilante, verrò come un ladro senza che tu sappia in quale ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi mi scorteranno in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. All'angelo della Chiesa di Laodicèa scrivi: Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio: Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: "Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla", ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese».

Salmi

Salmi 15(14),1-2.3bc-4ab.5.

Signore, chi abiterà nella tua tenda? Chi dimorerà sul tuo santo monte? Colui che cammina senza colpa, agisce con giustizia e parla lealmente. Colui che non fa danno al suo prossimo e non lancia insulto al suo vicino. Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, ma onora chi teme il Signore. Presta denaro senza fare usura, e non accetta doni contro l'innocente. Colui che agisce in questo modo resterà saldo per sempre.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 19,1-10.

In quel tempo, Gesù entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Commento alle letture

“Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”    

    Non contento di chiamarci con la grazia e di darci tutti i mezzi per santificarci, guardate come Gesù Cristo corre dietro alle sue pecore smarrite; guardate come attraversa città e campi per cercarle e ricondurle nel luogo della sua misericordia. Guardate come lascia gli apostoli per raggiungere la Samaritana al pozzo di Giacobbe, dove sapeva che lei sarebbe andata (Gv 4,6ss)Â… Guardatelo nella casa di Simone il lebbroso: non ci va per mangiare; sapeva che sarebbe arrivata lì Maddalena, la peccatrice (Mc 14,3ss)Â… Guardatelo prendere la strada per Cafarnao per andare a trovare un altro peccatore al suo lavoro: si tratta di Matteo ed era per farne uno zelante apostolo (Mt 9,9).    Chiedetegli perché va a Gerico: vi dirà che cÂ’è un uomo chiamato Zaccheo, che passa per essere un peccatore pubblico, e che va a vedere se può salvarlo. Per farne un bravo pentito, fa come un buon padre che ha perso il figlio, lo chiama: “Zaccheo – gli grida – scendi; perché oggi voglio venire a casa tua. Vengo a porgerti la grazia”. EÂ’ come se gli dicesse: “Zaccheo, lascia lÂ’orgoglio e lÂ’attaccamento ai beni di questo mondo; scendi, cioè scegli lÂ’umiltà e la povertà”. Per meglio far capire, dice a tutti quelli che erano con lui: “Oggi in questa casa arriva la salvezza”. Oh mio Dio ! Quanto è grande la tua misericordia verso i peccatori !...    Dopo aver visto tutto quello che Cristo ha fatto per salvarci, come potremmo non sperare nella sua misericordia, se il suo più grande desiderio è perdonarci? Per quanti siano i nostri peccati, se abbiamo la volontà di abbandonarli e pentirci, siamo certi che ci perdonerà.    

San Giovanni Maria Vianney (1786-1859), sacerdote, curato d'Ars     - Discorso per la terza domenica dopo Pentecoste    

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