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Liturgia Sett. 41 Giorno 280

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Domenica, 19 Agosto 2018 - If your browser doesn't automatically go there within a few seconds, you may want to go to Evangelizo Reader manually. If your browser doesn't automatically go there within a few seconds, you may want to go to Evangelizo Reader manually.
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Liturgia Sett. 41 Giorno 280

Dio non si stanca della nostra incredulità, perché sa che il nostro cuore ha bisogno di tempo per cedere, per arrendersi, per sciogliere le sue paure, le sue resistenze, le sue ambiguità. L'importante è non lasciare mai il Signore, lasciarsi sempre riaccostare da lui..

Elia Citterio

Liturgia del Giorno


S. Ugo da Genova, religioso Ordine di Malta (1148-1233),  S. Reparata di Cesarea di Palestina, martire († s. III)

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Prima Lettura

Lettera di san Paolo apostolo ai Galati 2,1-2.7-14.

Fratelli, dopo quattordici anni, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito: vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io predico tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più ragguardevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano. Anzi, visto che a me era stato affidato il vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi - poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani - e riconoscendo la grazia a me conferita, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi. Soltanto ci pregarono di ricordarci dei poveri: ciò che mi sono proprio preoccupato di fare. Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. Ora quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: « Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei? ».

Salmi

Salmi 117,1.2.

Lodate il Signore, popoli tutti, voi tutte, nazioni, dategli gloria. Forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 11,1-4.

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione».

Commento alle letture

« Insegnaci a pregare »    

    [Nella preghiera] sono necessarie le parole, per noi, per ricordarci e farci vedere ciò che dobbiamo chiedere ; non crediamo che sia per informare il Signore o convincerlo. Così, quando diciamo: “Il tuo nome sia santificato”, esortiamo noi stessi a desiderare che il suo nome, sempre santo, sia considerato santo anche dagli uomini, cioè non sia disprezzato, cosa che fa bene agli uomini, non a Dio. E quando diciamo: “Venga il tuo regno », cosa che sicuramente avverrà, lo si voglia o no, aumentiamo il desiderio del regno, affinché venga per noi e otteniamo di regnarvi. Quando diciamo: “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”, per noi chiediamo tale obbedienza, affinché la sua volontà sia fatta in noi come è fatta in cielo dagli angeliÂ…    Quando diciamo: “Perdona le nostre colpe come noi le perdoniamo ai nostri debitori”, ricordiamo a noi stessi sia ciò che chiediamo sia ciò che dobbiamo fare per essere esauditiÂ… Quando diciamo: “Liberaci dal Male”, ricordiamo a noi stessi che non siamo ancora in quello stato di bene dove non cÂ’è più male da temere. E le ultime parole della preghiera del Signore hanno tale valore che, qualunque sia la prova in cui si trova un cristiano, qualunque sia la ragione dei suoi gemiti e delle sue lacrime, è in tal modo che deve cominciare, continuare e finire la sua preghiera.    Abbiamo bisogno di queste parole per affidare le stesse realtà alla memoria. Qualunque siano le parole che pronunciamoÂ…, non diciamo altro che ciò che si trova già in questa preghiera del Signore, se preghiamo in modo giusto e doveroso.    

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa     -

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