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Liturgia Sett. 39 Giorno 270

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Liturgia Sett. 39 Giorno 270

I santi sono grandi maestri, sempre! Non a parole, ma con le opere, e prima di chiedere l'altrui conversione si sono sforzati essi stessi di cambiar vita. Soprattutto, i santi hanno compreso e accolto il messaggio vero del Vangelo: chi perde la sua vita la troverà (Mt 16,25)..

Felice Accrocca

Liturgia del Giorno

XXVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno A
S. Venceslao, duca di Boemia e martire (907-935),  B. Luigi Monza, sacerdote e fondatore (1898-1954)

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Prima Lettura

Libro di Ezechiele 18,25-28.

Così dice il Signore: « Voi dite: Non è retto il modo di agire del Signore. Ascolta dunque, popolo d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?Se il giusto si allontana dalla giustizia per commettere l'iniquità e a causa di questa muore, egli muore appunto per l'iniquità che ha commessa.E se l'ingiusto desiste dall'ingiustizia che ha commessa e agisce con giustizia e rettitudine, egli fa vivere se stesso.Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà ».

Salmi

Salmi 25(24),4-5.6-7.8-9.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza, in te ho sempre sperato. Ricordati della tua fedeltà che è da sempre.Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore. Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie.

Seconda Lettura

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 2,1-11.

Fratelli, se c'è pertanto qualche consolazione in Cristo, se c'è conforto derivante dalla carità, se c'è qualche comunanza di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con l'unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti. Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,28-32.

In quel tempo, disse Gesù ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. E' venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli».

Commento alle letture

« I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio »    

    A chiunque di vero cuore si converta a Dio sono aperte le porte, e il Padre col cuore pieno di gioia accoglie il figlio, purché sia veramente pentito. La vera penitenza poi non è solo non ricadere di nuovo nelle stesse colpe, ma strappare del tutto dall'anima le radici dei peccati mortali. Tolti questi, Dio abiterà di nuovo in te. Cristo dice infatti che in cielo, quando un peccatore si converte e fa penitenza, per il Padre e gli angeli è sommo e incomparabile gaudio (Lc 15,10). Per questo proclama: « Voglio l'amore e non il sacrificio » (Os 6,6; Mt 9,13). « Io non godo della morte dell'empio, ma che l'empio desista dalla sua condotta e viva » (Ez 33,11). «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto diventeranno bianchi come neve, se fossero rossi come porpora diventeranno come lana » (Is 1,18).     Solo Dio può cancellare i peccati e non imputare i delitti, e pure il Signore Gesù ci comanda di perdonare ogni giorno ai fratelli pentiti. Che se noi, pur essendo cattivi sappiamo fare del bene (Mt 7,11), quanto più lo farà « il Padre delle misericordie » (2Co 1,3)! Il Padre buono da cui viene ogni consolazione, pieno di misericordia e molto benigno, sa usare un'estrema pazienza aspettando chi si converte. Convertirsi sinceramente significa smettere di peccare, e non voltarsi più indietro... Proviamo dolore dei peccati commessi e preghiamo il Padre che li dimentichi. Lui solo può, per la sua misericordia, distruggere il passato come non fosse avvenuto, e cancellare con la grazia dello Spirito il male della vita passata.    

Clemente d'Alessandria (150-ca 215), teologo     - Omelia « Quale ricco si salverà ? », 39-40    

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