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Liturgia Sett. 26 Giorno 176

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Sabato, 22 Settembre 2018 - If your browser doesn't automatically go there within a few seconds, you may want to go to Evangelizo Reader manually. If your browser doesn't automatically go there within a few seconds, you may want to go to Evangelizo Reader manually.
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Liturgia Sett. 26 Giorno 176

Per molti oramai l'amore indissolubile non esiste, è solo una finzione creata artificiosamente dalla religione. Ma la coppia che ha vissuto tale esperienza, e che ha toccato con mano i frutti della fede, sa che, rimanendo unita in Cristo, non potrà mai essere separata, da niente e da nessuno..

Maurizio Mirilli

Liturgia del Giorno

Giovedì della XII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
S. Josemaría Escrivá, sac. e fondatore Opus Dei (1902-1975),  B. Andrea Giacinto Longhin, vescovo O.F.M. (1863-1936)

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Prima Lettura

Secondo libro dei Re 24,8-17.

Ioiachìn aveva diciotto anni, quando divenne re; regnò tre mesi in Gerusalemme. Sua madre, di Gerusalemme, si chiamava Necusta, figlia di Elnatàn. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto suo padre. In quel tempo gli ufficiali di Nabucodònosor re di Babilonia marciarono contro Gerusalemme; la città subì l'assedio. Nabucodònosor re di Babilonia giunse presso la città, mentre i suoi ufficiali l'assediavano. Ioiachìn re di Giuda si presentò con sua madre, i suoi ministri, i suoi capi e i suoi eunuchi, al re di Babilonia; questi, nell'anno ottavo del suo regno, lo fece prigioniero. Il re di Babilonia portò via di là tutti i tesori del tempio e i tesori della reggia; fece a pezzi tutti gli oggetti d'oro, che Salomone re di Israele aveva posti nel tempio. Così si adempì la parola del Signore. Deportò tutta Gerusalemme, cioè tutti i capi, tutti i prodi, in numero di diecimila, tutti i falegnami e i fabbri; rimase solo la gente povera del paese. Deportò in Babilonia Ioiachìn, la madre del re, le mogli del re, i suoi eunuchi e le guide del paese, conducendoli in esilio da Gerusalemme in Babilonia. Tutti gli uomini di valore, in numero di settemila, i falegnami e i fabbri, in numero di mille, e tutti i guerrieri più prodi furono condotti in esilio a Babilonia dal re di Babilonia. Il re di Babilonia nominò re, al posto di Ioiachìn, Mattania suo zio, cambiandogli il nome in Sedecìa.

Salmi

Salmi 79(78),1-2.3-5.8.9.

O Dio, nella tua eredità sono entrate le nazioni, hanno profanato il tuo santo tempio, hanno ridotto in macerie Gerusalemme. Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi in pasto agli uccelli del cielo, la carne dei tuoi fedeli agli animali selvaggi. Hanno versato il loro sangue come acqua intorno a Gerusalemme, e nessuno seppelliva. Siamo divenuti l'obbrobrio dei nostri vicini, scherno e ludibrio di chi ci sta intorno. Fino a quando, Signore, sarai adirato: per sempre? Arderà come fuoco la tua gelosia? Non imputare a noi le colpe dei nostri padri, presto ci venga incontro la tua misericordia, poiché siamo troppo infelici. Aiutaci, Dio, nostra salvezza, per la gloria del tuo nome, salvaci e perdona i nostri peccati per amore del tuo nome.

Seconda Lettura

Non prevista per la giornata odierna

Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,21-29.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.

Commento alle letture

Fondati sulla roccia    

    Un giorno, stavo passeggiando lungo il mare; come dice la Scrittura, «il mare era agitato, perché soffiava un forte vento» (Gv 6,18). Le onde si sollevavano da lontano e invadevano la riva, sbattendo sugli scogli, spezzandosi e trasformandosi in schiuma e in goccioline. Piccoli sassi, alghe e le conchiglie più leggere erano trascinati dalle acque e gettati sulla sponda, mentre le rocce rimanevano ferme e incrollabili, come se tutto fosse calmo, pur in mezzo ai flutti che continuavano ad abbattersi su di esse...     Ho imparato una lezione da questo spettacolo. Questo mare, non è forse la nostra vita e la nostra condizione umana? Anche qui si trova molta amarezza e instabilità. E i venti non sono forse le tentazioni che ci assalgono e tutti i colpi imprevisti della vita? Penso che è quanto meditava Davide quando esclamò: «Salvami, o Dio: l`acqua mi giunge alla gola. Affondo nel fango e non ho sostegno; sono caduto in acque profonde e l`onda mi travolge» (Sal 69, 2-3). Tra gli uomini che vengono provati, alcuni mi sembravano essere come gli oggetti leggeri e senza vita che si lasciano strascinare senza opporre la minima resistenza; non hanno alcuna fermezza in loro; non hanno una ragione saggia che possa fare da contrappeso contro gli assalti. Altri mi sembrano delle rocce, degne della Roccia sulla quale siamo fondati e che adoriamo; formati dai ragionamenti della vera sapienza, si elevano al di sopra della comune debolezza e sopportano tutto con una costanza incrollabile.    

San Gregorio Nazianzeno (330-390), vescovo, dottore della Chiesa     - Discorsi, 26 ; PG 35, 1238    

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